GEA CAMPUS: crescita a 360°

“Alkaid, l’ultima stella’’: la violenza sulle donne con la prof.ssa Beatrice Lento  e la giornalista e scrittrice Vittoria Saccà.

L’Istituto d’Istruzione Superiore di Tropea, lunedì 24 febbraio 2020, ha dato il via alla XIII edizione del Campus della Legalità e della Cittadinanza. Al Liceo Scientifico “F.lli Vianeo” la prima giornata si apre con la lettura di un passo dell’opera “Il Piccolo Principe”, egregiamente recitato dagli alunni Federica Furchì e Pasquale Scordo. Gli ospiti sono accolti dallo studente Girolamo Rombolà che introduce le tematiche del Campus motivandone simbolo e nome.

Perché Gea Campus? Perché quest’anno il Campus è dedicato ai 17 Goals dell’Agenda 2030 mirati a realizzare un programma di azione per la prosperità mondiale. Simbolo del Campus è la spirale aurea, che rappresenta l’armonia tra uomo e natura. Lo slogan è “Direzione: Terzo Paradiso”, ispirato all’opera dell’artista Pistoletto, che vuole rappresentare la coesione tra gli esseri umani e il mondo sostenibile che gli uomini dovrebbero realizzare.

A rompere il ghiaccio è il Dirigente Scolastico Prof. Nicolantonio Cutuli, che rivolge un caloroso saluto agli studenti, ringraziando e dando la parola alle ospiti.  

La prima ad intervenire è la Presidente dell’Associazione “SOS Korai”, Beatrice Lento, che basa il proprio discorso sul quinto goal dell’Agenda, vale a dire sul raggiungimento della parità di genere. Durante il suo discorso la Lento si sofferma sull’educazione delle donne e su come spesso sia autolesionista e maschilista. Introduce, quindi, e passa la parola a Vittoria Saccà, scrittrice e giornalista che da tempo opera per salvaguardare le donne dalla violenza degli uomini. L’ospite presenta il suo libro, “Alkaid, l’ultima stella”, spiegandone il titolo e introducendone la trama ed i personaggi. La protagonista, Anna, è specchio di tutte le donne vittime di violenza e di femminicidio, che non hanno la forza di denunciare il proprio aguzzino. Il finale dell’opera, sottolinea la scrittrice, lascia volutamente l’amaro in bocca per evidenziare che la violenza sulle
donne è una ferita ancora aperta, “un male che si espande come una cancrena se non viene fermato”.

Per concludere sono state donate alle ospiti due rose, realizzate in pasta di mais, emblema di una natura che né fiorisce né appassisce.

“È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”. - Antoine de Saint-Exupéry

Gruppo Giornalismo

Liceo Scientifico-IIS Tropea